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ZANZARE E VIRUS…

C’è tanto lavoro da fare

La sorveglianza e il monitoraggio rimangono metodi preventivi di studio e indagine fondamentali per capire dinamiche e scenari evolutivi futuri del West Nile virus.

Nel 2018 la trasmissione del virus West Nile (Wnv) in Italia e nel Sud-Est Europa è iniziata prima rispetto agli anni precedenti. Il 16 giugno si è verificato il primo caso umano di infezione confermata nel nostro Paese e, al 5 settembre 2018, sono stati segnalati 365 casi confermati di infezione (sia sintomatici che asintomatici) in Provincie endemiche del Veneto, dell’Emilia-Romagna, della Lombardia, del Piemonte, del Friuli Venezia Giulia e della Sardegna. Nel dettaglio sono stati segnalati 148 casi con segnali di carattere neuro invasivo (Wnnd) dei quali 19 decessi, 169 casi di febbre (Wnf-West nile fever) e 48 casi in donatori di sangue asintomatici. Ciò è quanto emerge dal riscontro delle attività riferite ai Piani di Sorveglianza integrata del West Nile e Usutu virus e dai dati bollettini periodici pubblicati dal Dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), in collaborazione con il Centro studi malattie esotiche (Cesme) dell’Isituto zooprofilattico (Izs) Teramo.

Il virus West Nile (Wnv) si trasmette principalmente, ma non solo, tramite la puntura di zanzare del complesso Culex, sebbene sia possibile la trasmissione tramite la donazione di sangue e tessuti infetti.

La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo (virologia asintomatica). Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, dolori muscolari, spossatezza generalizzata, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e raramente sfoghi cutanei. Questi caratteristici sintomi possono perdurare fino a pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare anche molto a seconda dell’età della persona interessata: nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate (tramite generalmente un contestuale sistema immunitario indebolito o compromesso da altri fattori e paramenti fisiologici) la sintomatologia può essere più grave presentandosi nella forma neuro invasiva con sintomi di meningite o encefalite.

Per ridurre il rischio di trasmissione di Wnv, la misura preventiva più efficace è quella di evitare la puntura di zanzare. In particolare l’approccio alla prevenzione è influenzato dal livello di concentrazione dei vettori. In alcuni casi, può essere necessario adottare più misure di prevenzione quali:

  • All’aperto, utilizzare con moderazione repellenti cutanei per uso topico attenendosi scrupolosamente alle norme indicate sui foglietti illustrativi dei prodotti.
  • Dal crepuscolo in poi, indossare indumenti di colore chiaro che coprano la maggior parte del corpo (camicie a maniche lunghe, pantaloni o gonne lunghi e calze).
  • Nei luoghi chiusi, si consiglia di alloggiare in stanze dotate di impianto di condizionamento d’aria o, in mancanza di questo, provviste di zanzariere alle finestre e alle porte d’ingresso, avendo cura di controllare che queste siano integre e ben chiuse.
  • Nel solo caso di presenza di zanzare in ambienti interni, è consigliabile utilizzare spray a base di piretro o altri biocidi insetticidi per uso domestico, oppure diffusori di insetticida elettrici, areando bene i locali prima di soggiornarvi.

COSA SI FA PER COMBATTERE LA WEST NILE?

Da un punto di vista operativo, durante l’estate 2018, le diverse regioni (Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Piemonte in primis) si sono attivate mediante la redazione di piani speciali di “emergenze sanitarie” specifiche e durante tutto il periodo estivo le Aziende di Igiene Ambientale, come BIBLION s.r.l. (che svolgono servizi sui territori delle pertinenze comunali) hanno duramente lavorato in sinergia cooperativa con le referenze tecniche dei vari Uffici Ambiente, spesso dovendo affrontare repentini cambiamenti programmatici imposti da Enti preposti e di valenza superiore come per esempio gli Uffici delle USL territoriali o gli Uffici Tecnici regionali.

Se l’estate 2018 è trascorsa, da un punto di vista virologico, come un periodo di intensa circolazione (ma questa non è una novità poiché sembra addirittura che il Wnv stia prendendo le sembianze di una presenza virologia endemica sul nostro territorio) tramutata in un calderone mediatico tipicamente estivo con uso ed abuso di una spesso scorretta informazione da parte dei mass media sul caso (con amplificazione dell’effetto terroristico rivolto ai cittadini comuni che hanno subito probabilmente troppe e spesso non necessarie pressioni psicologiche negative), cosa potremo aspettarci dall’estate 2019? Numerosi sono stati gli incontri già svolti dalle regioni tramite veri e propri tavoli tecnici che hanno avuto o avranno lo scopo per definire le necessarie e doverose fasi di operatività che si dovranno delineare in questo contesto che sembra divenuto oramai di un cambiamento sistematico rivolto ad un nuovo approccio nei confronti della lotta alle zanzare, ma una cosa è certa: la sorveglianza ed il monitoraggio rimangono metodi preventivi di studio ed indagine fondamentali per capire dinamiche e scenari evolutivi futuri. Un esempio è dato da uno dei tanti studi effettuati in questi recenti anni: durante l’estate 2011, in Emilia Romagna, sono state testate, in una studio comparativo, diverse tipologie di trappole per zanzare per verificare l’efficacia di cattura. Questo studio è stato realizzato individuando tre siti di carattere rurale come Oasi naturali o valli con presenza di acquitrini nelle province di Bologna, Ferrara e Modena. In ogni sito sono state realizzate più repliche di catture. Dopo ogni notte i pool delle zanzare catturate sono stati raccolti e portati in laboratorio per essere determinati. Un’analisi particolarmente importante riguarda l’osservazione dello stato fisiologico delle zanzare femmine catturate, in particolare annotare l’eventuale stato gravido con presenza di uova oppure stabilire la condizione se siano stati effettuati o meno cicli di produzione di uova (questo per cercare di capire informazioni sulla potenzialità vettoriale delle zanzare nei confronti di questo arbovirus). Alcuni pool di zanzare catturate sono state inviate in laboratori specializzati per valutare l’eventuale presenza del west Nile virus. Capire la trappola migliore per catturare le specie di zanzare interessate come vettori di virus in ambiti di sorveglianza è un tema di primaria importanza per poter dunque sempre meglio ottimizzare l’efficienza della sorveglianza stessa. La ricerca, tramite nuove prove, ci permetterà di capire meglio ciò che ancora oggi è a noi in parte sconosciuto.

Dr. Alex Pezzin

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CIMICE ASIATICA

LA CIMICE MARMOLATA

IDENTIKIT

La cimice marmorata (Halyomorpha halys), chiamata comunemente anche “cimice asiatica”, è un insetto della famiglia Pentatomidae (Ordine: Rincoti), originario di ampie zone asiatiche come Cina e Giappone, sembra sia stata accidentalmente introdotta anche in Italia ed il primo esemplare è stato rinvenuto in provincia di Modena nel settembre 2012. Insetto tipico “tardo estivo”, è proprio in questo periodo che (sempre considerando gli andamenti climatici stagionali, i quali regolano da sempre le cadenze temporali degli sviluppi post embrionali degli insetti) mostra il suo picco di presenza territoriale, oramai diffuso in tutto il Territorio Nazionale.

Questa cimice, come si deduce dal nome, è originaria della Cina e la si può osservare su molte specie sia coltivate, che sopontanee, ed è in grado di arrecare gravi danni alle produzioni agricole nel periodo primaverile-estivo. Alla fine dell’estate e durante l’autunno, può creare disagi alla popolazione, in quanto con l’arrivo dei primi freddi ha l’ abitudine di aggregarsi all’interno di edifici (come abitazioni, magazzini e garages) in modo da ripararsi dal gelo.

Essendo un insetto molto coriaceo non ci sono vere e proprie metodologie di disinfestazione, in quanto qualsiasi insetticida risulta inefficace; quindi per combattere questo fenomeno stagionale, l’unico modo è quello di utilizzare strategie di controllo preventive e di contenimento.

Caratteristiche tipiche di questo “alloctono” correlate ad ampia possibilità di diffusione ambientale sono:

  • Dieta vegetariana polifaga sia nei giovani che degli adulti (sono state riconosciute oltre 300 specie vegetali ad utilizzo agronomico e ornamentali che possono essere attaccate dalla cimice marmorata).
  • Esoscheletro particolarmente coriaceo (che rende l’insetto molto “corazzato” e resistente a fattori ambientali).
  • Potenziale sviluppo delle forme adulte con “boom” di esemplari che in tempo simultaneo possono presentarsi “a nuvole” anche in areali circoscritti e pochi, troppo pochi, sono i naturali competitori che possono regolarne, tramite predazione, il numero.

Infissi e zanzariere risultano “barriere meccaniche” talvolta insufficienti per arrestare le avanzate di questi “carri armati” a sei zampe, che cercano tra settembre e ottobre rifugi utili per superare l’imminente arrivo del periodo sfavorevole (inverno). Sovente il disagio provocato da queste orde raggiunge livelli di sopportazione molto elevati, addirittura con accumuli di decine di esemplari rintanati nel retro degli scuri delle finestre delle case, nelle tapparelle e come può facilmente capitare, vista la loro particolare conformazione anatomica, (sono particolarmente compresse dorso ventralmente) dentro a cassettiere e ante di armadi o pensili di cucina.

E’ necessario sapere che:

  • Le cimici asiatiche si nutrono di piante, non pungono e non sono pericolose per l’uomo.
  • Se rimangono all’aperto, non sopravvivono alle basse temperature invernali.
  • Emettono una sostanza particolare, che permette loro di concentrarsi in gran numero, in punti riparati delle abitazioni, per passare l’inverno in una sorta di letargo.
  • Se disturbate possono emettere un odore sgradevole, come del reto tutte le altre cimici presenti nel nostro paese.

Come ci si può difendere da tale calamità naturale? Prima di affidarsi a trattamenti mediante biocidi insetticidi con potere snidante, abbattente e residuale, un consiglio utile può essere quello di sbarazzarsi degli esemplari che si sono orientati ed avvicinati troppo alle realtà domestiche, mediante metodi meccanici semplici (come l’uso di aspirapolveri, scope o mediante strumenti di pulizia per la casa che emettono vapore per stanare gruppi di cimici annidate in aree come cassonetti, infissi, tubature, ecc…).

Fate sempre attenzione all’utilizzo di prodotti insetticidi e leggete sempre le etichette ove sono indicate le corrette prassi di utilizzo, evitando di fare uso degli stessi in ambienti interni con presenza di alimenti e prediligendo un loro utilizzo su parti abitative esterne, per esempio nella parte esteriore delle finestre e se non siete sicuri affidatevi a professionisti.

La ricerca scientifica è in continua evoluzione e anche per questo caso sono in fase di sperimentazione degli innovativi metodi di lotta biologica (non mediante l’utilizzo di sostanze chimiche, pericolose perché impattanti sugli ambienti) cercando di trovare degli utili alleati presenti in natura che possano predare fasi vitali delle cimici come, per esempio, un piccolo Imenottero specializzato nel predare e nutrirsi delle uova. In commercio sono già disponibili trappole attivate a feromoni specifici attrattivi in grado di attirare gli esemplari verso un contenitore, ma la loro validità è ancora da accertare e verificare.

Se da un lato possiamo rassicurarci sul fatto che questi molesti insetti non rappresentano un pericolo igienico sanitario per le persone (non sono vettori di arbovirosi) dall’altro rimaniamo in attesa di ulteriori metodi di lotta che possano alleviarci da questa nuova piaga ambientale.

Cosa Fare

Come dicevamo per eliminare la presenza di questi insetti, dalle nostre case è consigliabile impiegare esclusivamente metodologie naturali, senza ricorre all’uso di insetticidi, che risultano poco efficaci e se usati in modo improprio e non controllato possono diventare pericolosi per le persone. Ecco alcuni consigli da seguire.

  • Collocare zanzariere o reti anti insetto alle finestre, attorno ai comignoli dei camini, non in uso, sulle prese d’aria e alle finestre dei sottotetti.
  • Sigillare, dove possibile crepe, fessure e tutti gli accessi che consentirebbero il passaggio delle cimici, quali tubazioni, canalizzazioni, profilati e altre aperture.

Come eliminarle

Il modo più efficace per eliminare questa tipologia di insetti è l’annegamento, in quanto avendo una corazza molto resistente le rende praticamente invulnerabile a qualsiasi insetticida. Le cimici raccolte non andrebbero liberate all’esterno, per impedirne l’annidamento in altri edifici; ma andrebbero eliminate definitivamente. La soluzione più semplice è quella di immergere il contenitore utilizzato per catturarle, in una bacinella di acqua saponata, per qualche minuto. Il sapone impedisce loro di galleggiare, causandone il rapido annegamento; in seguito le cimici morte possono essere smaltite nei contenitori dell’organico. E’ sconsigliato buttarle nel water, in quanto l’acqua presente, se non saponata, non è sufficiente per annegarle.

Quando usare gli insetticidi

Gli insetticidi ad uso domestico sono assolutamente sconsigliati negli ambienti ad uso abitativo, ma possono essere utili nelle seguenti situazioni:

  • Per il trattamento esterno degli infissi, dove oltre ad eliminare le cimici eventualmente presenti, potrebbero svolgere una sorta di azione protettiva, contro il loro ingresso nelle abitazioni.
  • Nei cassonetti dei serramenti o in alcuni altri punti critici, solo ed esclusivamente se si lascia l’abitazione per alcuni giorni, sfruttando l’azione repellente di alcuni insetticidi, come i piretroidi.
  • In ambienti non abitativi o in cui non ci siano prodotti alimentari, come ad esempio magazzini, capannoni, solai o garages; dove può risultare complicato effettuare il contenimento con i metodi sopracitati.

A tal proposito, ci sono vari prodotti adatti a questi casi, te ne consigliamo qualcuno. Quelli elencati di seguito, sono prodotti da diluire in acqua e utilizzabili su ampie superfici, mediante l’utilizzo di spruzzatori o pompe apposite. Leggere attentamente le istruzioni, prima dell’utilizzo e se non vi sentite sicuri contattate i nostri esperti.

Per il trattamento di piccole zone localizzate (es: scuri delle finestre) consigliamo l’utilizzo di prodotti spray già pronti all’uso come il Flayspray e il Sarcrawl.

Info prodotti e interventi di disinfestazione su http://www.ilcentrodelladisinfestazione.com/