Il manuale del derattizzatore

La lotta contro i topi ha origine millenarie; questi mammiferi sono diffusi in tutto il globo in un numero elevatissimo, mai censito, ma che si può prevedere superi quello di noi umani. Da un studio compiuto anni fa negli Stati Uniti è emerso che la lotta contro questo roditore condotta da tutte le imprese di disinfestazione e da privati cittadini, riesce appena a mantenere costante il numero di individui esistente, anzi sembra che tale numero sia in aumento. Cosa fare? I muridi abitano le nostre città in quanto essendo onnivori si cibano dei nostri rifiuti, quindi il primo ed essenziale rimedio è quello di gestire i rifiuti nel migliore dei modi. Nel caso penetrassero all’interno dei nostri giardini o nelle nostre abitazioni non rimane che attivarsi per una lotta chimica che prevede l’uso di esche avvelenate. Per questa operazione è bene avere un minimo di indicazioni che risulteranno utili per evitare contaminazioni sia alle persone che all’ambiente e per sortire risultati efficaci.

La scelta delle esche rodenticide si basa sulle norme per l’utilizzo e la detenzione di esche avvelenate normativa di riferimento nazionale del Ministero della Salute del 14/01/14 (G.U. Serie Generale n°51 del 03/03/2014 – Proroga dell’Ordinanza del 10 Febbraio 2012), sulla Direttiva Biocidi (Direttiva CE 98/8 Allegato n°1)” e sulla “Risk Mitigation Measures for anticoagulant rodenticide sas biocidal products” e i rodenticidi (comunemente veleni per topi e ratti) sono tutti formulati pronto uso e si presentano come blocchetti paraffinati, in bustine sigillate, in granuli, in polvere.

Posto che per motivi di sicurezza per l’utenza noi non vendiamo prodotti in polvere e sfusi in quanto è molto facile disperderli nell’ambiente con possibile contatto degli stessi con animali no-target e/o persone e bambini, è importante prestare la massima attenzione all’utilizzo delle esche avvelenate. E’ infatti obbligatorio racchiudere l’esca all’interno di appositi erogatori che garantiscono il fatto che il topo consumi il pasto all’interno di tali dispensers e quindi non lo trasporti all’esterno.

E’ importante posizionare tali erogatori, nelle aree esterne, in zone nascoste, in quanto tali mammiferi hanno in genere paura dell’uomo e tendono ad accettare il cibo solo se da loro gradito (è questa la differenza sostanziale tra un buon rodenticida ed un altro) e se possono cibarsene indisturbati. Se penetrano nelle abitazioni, solo allora, si possono posizionare i dispensers internamente, sempre in zone nascoste (ad esempio sotto o dietro un armadio). Mai sistemare esche all’interno di abitazioni se la loro presenza è stata avvistata all’esterno in quanto sarebbero attirati da tali rodenticidi e il risultato sarebbe quello di ritrovarseli in casa. Bisogna privilegiare i confini esterni per la posa dei dispensers per tenerli il più possibile lontano dalle case.

E’ quindi importante attuare una esatta applicazione di lotta ai roditori utilizzando con attenzione i rodenticidi in commercio e i bait-box in funzione dell’ambiente di utilizzo.

BIBLION srl – dr. Michele Ruzza

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